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Biodanza nelle strutture nelle strutture penitenziarie – il Progetto Empowerment

Relazione della Dottoressa Laura Mannarini con la partecipazione di Eliane Matuk: Il Carcere è Territorio” – XX Congresso Nazionale SIMSPe-ONLUS

Palazzo della Regione Lombardia – 3/4 ottobre 2019
Il giorno 4 ottobre 2019 la Dottoressa Laura Mannarini, coordinatore Sanitario Medicina Penitenziaria ASST Mantova, ha presentato una relazione sul progetto “L’Empowerment nelle strutture penitenziarie”, che si articola a partire dall’applicazione del Sistema Biodanza come strumento pedagogico in ambito bio-psico-sociale. La relazione includeva un intervento di Eliane Matuk, direttrice della Scuolatoro UNIPIB, per un approfondimento degli aspetti tecnici specifici.

Medicina Penitenziaria ASST Mantova: il progetto di promozione dell’ “EMPOWERMENT” della persona detenuta.
La carcerazione contribuisce al consolidamento dell’identità negativa e spesso ad una progressiva passivizzazione della persona.
Per uscire dalla frequente dicotomia aiuto/controllo e raggiungere un più esaustivo intervento terapeutico sulle persone detenute che nella quasi totalità dei casi sono affette da “patologie sociali”,  si è attivata la proposta di un carcere che promuova l’EMPOWERMENT della persona detenuta valorizzando la terapia informativa (educazione terapeutica), disincentivando l’abuso farmacologico e sostenendo eventuale terapia nutrizionale (integratori di sali minerali, vitamine e melatonina) come supporto.

Le “patologie sociali” nella loro complessità si evidenziano maggiormente nel disagio psichico e nell’ abuso di sostanze stupefacenti, ma non va sottovalutata la malnutrizione, il sedentarismo, la scarsa igiene della persona e degli ambienti, fattori di rischio per lo sviluppo di patologie infettive, dismetaboliche e oncologiche.
L’intervento dello psicologo ed eventualmente dello psichiatra deve essere previsto nell’approccio multidisciplinare al paziente ristretto ma non può essere l’unico intervento riabilitativo e soprattutto non deve assumere la funzione terapeutica di controllo. L’eccessiva medicalizzazione del problema e l’approccio farmacologico favoriscono inoltre fenomeni di abuso con creazione di nuove dipendenze e fenomeni di misuso con derive criminogene (accumulo/vendita).

Per disincentivare l’abuso farmacologico si deve prevedere un servizio di medicina penitenziaria che promuova l’approccio COMUNICATIVO-RELAZIONALE, valorizzi gli aspetti di un servizio a bassa soglia, favorisca la fase di aggancio e la successiva costruzione di un patto terapeutico che possa accompagnare il detenuto sul territorio con maggiore fiducia, consapevolezza e rispetto dei sistemi socio-sanitari.

Il percorso riabilitativo deve comprendere l’acquisizione di consapevolezza del concetto di salute, si deve stimolare la popolazione detenuta a riqualificare in modo attivo sé stessa e lo stile di vita detentivo.

Il progetto “EMPOWERMENT”, nella Casa Circondariale di Mantova, prevede un percorso formativo/informativo con gli operatori sanitari, con l’articolazione di proposte di educazione sanitaria (counselling individuali e/o di gruppo; seminari; formazione di peer educators) ed un percorso di benessere Bio-psico-sociale.

Sul percorso di benessere Bio-psico-sociale si sottolinea l’opportunità di promuovere interventi di Attività fisica adattata (AFA), programmi di esercizio fisico, non sanitari, svolti in gruppo e appositamente disegnati per una serie di condizioni croniche, finalizzati a modificare lo stile di vita e disincentivare il sedentarismo; questo sia per prevenire o mitigare una disabilità già presente sia per potenziare le capacità residue dell’individuo, fisiche e relazionali. In questo tipo di approccio va segnalata l’efficace esperienza con la Biodanza – Disciplina Bionaturale che, con proposte di attività in gruppo, ha favorito il coinvolgimento di detenuti ed operatori sanitari di medicina penitenziaria attraverso la musica, il movimento e la sequenza degli esercizi, per offrire uno stimolo continuo a muoversi con gioia, per migliorare la relazione con gli altri, ad avere il coraggio di esprimersi, percepire i propri ritmi, ad avere maggiore stima e fiducia in sé stessi e negli altri.

Questa metodologia di lavoro è stata presentata nel corso del XX Congresso Nazionale di Medicina Penitenziaria, che si è tenuto a Milano il 04 e il 05 Ottobre 2019 c/o il Palazzo della Regione Lombardia nella presentazione orale “L’Empowerment nelle Strutture Penitenziarie”. È intervenuta anche Eliane Matuk, Direttrice della Scuola Modello di Biodanza Rolando Toro – Università Popolare Internazionale Biocentrica (UNIPIB), per un approfondimento tecnico riguardante la Biodanza in carcere.

Dott.ssa Laura Mannarini
Coordinatore Sanitario Medicina Penitenziaria ASST Mantova

Intervento di Eliane Matuk

Dai risultati dell’applicazione della Biodanza a differenti gruppi umani, ma soprattutto nell’ambito del progetto Empowerment – messo in atto nel Carcere Minorile Beccaria dal luglio 2017 a giugno 2019; alla Casa Circondariale di Mantova nel 2019 e anche dell’esperienza in corso di realizzazione per il 2019/2020 alla REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Castiglione delle Stiviere – , dall’équipe di Tiziana Brambilla, operatrice di Biodanza, con la coordinazione della dottoressa Laura Mannarini –  che ringraziamo vivamente – , si è potuto verificare le sue valenze come AFA

Il programma di esercizi di Biodanza corrisponde ampiamente alle caratteristiche dell’AFA, in quanto ha l’obiettivo di potenziare capacità residue fisiche e relazionali.
Da una parte, l’attività aerobica promossa da alcuni degli esercizi stimola gli aspetti fisici/corporei/organici penalizzati da uno stile di vita predominantemente sedentario. Dall’altra ci sono esercizi specifici che stimolano l’autostima e la vita di relazione di gruppo.

Complessivamente, il programma di esercizi di Biodanza stimola il tono dell’umore e favorisce l’espressione di capacità intrinseche necessarie per sviluppare relazioni umane – sociali e famigliari – basate sulla reciprocità.

In questo senso riportiamo una frase di Rolando Toro, l’ideatore del Sistema Biodanza, che riassume in breve il meccanismo d’ azione del suo metodo:
“La Biodanza agisce proprio sugli abbozzi di creatività dell’individuo, su ciò che rimane del suo entusiasmo, sulle sue occulte capacità espressive, la sua repressa necessità di affetto, la sua sincerità.”

Siamo entusiasti della partecipazione nel progetto Empowerment che a nostro avviso rappresenta parte attiva di un cambio di paradigma in atto in questo momento storico.


Carissimi amici,

il mondo delle DBN oggi (1° agosto 2019) è in lutto per la perdita di una persona eccellente: Harold Dull, l’ideatore del Watsu, non è più tra noi.
È stato un poeta, un Maestro ma, soprattutto, una persona vera. Un amico con il quale condividere un bicchiere di buon vino, gioire, litigare, parlare di arte ed apprendere una disciplina meravigliosa.
A lui va la mia gratitudine per aver aperto un orizzonte di acque che sanno ammorbidire il cuore.

Antonello Calabrese

Harold Dull in acqua per l’amato watsu